Produttori

Antica varietà di castagne piacentine

 

Descrizione sintetica del prodotto. Castagna delle varietà domestica di Gusano e Vezzolacca
Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura. La produzione è esclusivamente derivata da vecchi impianti che sono condotti applicando tecniche colturali che seguono le tradizioni locali per questa specie che, in zona, ha anche una notevole valenza ambientale e paesaggistica
Territorio interessato alla produzione. Provincia di Piacenza: Val Chero e Val D’Arda.
Storia. Una tradizione legata alla coltivazione del castagno era quella conseguente alle operazioni necessarie per ottenere farina di castagno, la quale conservata per buona parte dell’anno costituiva l’alimento principale per la sopravvivenza delle popolazioni dell’alta montagna. Allo scopo presso gli abitati ricchi di castagneti erano presenti apposite costruzioni dette "castagnere", consistenti in piccoli edifici provvisti di un locale con forno da pane in un angolo e soffitto composto da travi su cui poggiano lunghe aste di legno Su queste tavolate venivano sparse le castagne da poco raccolte. In mezzo alla stanza si accendeva un grande fuoco che veniva alimentato ininterrottamente per circa 40 giorni, al fine di essiccare i frutti. Dopo due settimane circa si rivoltava il tutto per ottenere un risultato omogeneo. Successivamente si mettevano piccole quantità in sacchetti di tela che gli uomini provvedevano a sbattere per alcuni minuti su un ceppo di legno per rompere la buccia ormai secca e bruciacchiata. Intervenivano a questo punto le donne di casa raccogliendo il prodotto e mettendolo in un’apposita gerla provvista di manici e aperta anteriormente dentro la quale i frutti venivano fatti saltare e ruotare con abilità per ottenere la separazione delle bucce che, più leggere volavano via. Le castagne così erano pronte per essere macinate.

 

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